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Cosa sono le isole di rifiuti negli oceani?

Come si formano le isole di rifiuti negli oceani

Da quando la plastica ha preso parte nelle nostre vite non si riesce più a farne a meno, ma soprattutto sono tanti i rifiuti in plastica che ogni giorno vengono dispersi nell’ambiente, a partire dalle microplastiche che pian piano ricoprono le superfici della Terra, alle plastiche più grandi che si aggregano formando delle vere e proprie isole di plastica nei nostri oceani.

Scopriamo più nel dettaglio cosa sono le isole di rifiuti negli oceani in questo approfondimento.

Cosa sono le isole di rifiuti negli oceani?

Le isole di rifiuti, anche dette isole di plastica o plastic vortex, sono delle zone situate negli oceani in cui si sono aggregate nel corso del tempo enormi quantità di rifiuti, in particolare di plastica.

Delle isole spazzatura si ha testimonianza dai navigatori e pescatori ma ancora non si sa quanto siano grandi, per questo motivo sono sotto osservazione da parte di varie associazioni che si occupano di pulizia degli oceani e dello smantellamento del Great Pacific Garbage Patch, la principale isola di plastica presente nei nostri oceani.

Quest’ultima staziona nell’oceano Pacifico, tra la California e l’arcipelago Hawaiano, e pare essere grande quanto l’intero Canada.

Come si formano le isole di rifiuti negli oceani?

La più grande isola di rifiuti, che si trova nel Pacifico, ha iniziato a prendere forma negli anni ‘80 quando si è iniziato a osservare l’accumulo di rifiuti nei principali vortici oceanici, cosiddetti “gyre”.

Tali vortici sono creati dai movimenti delle correnti e dai venti che concentrano tutti i detriti in aree specifiche. La plastica, essendo particolarmente leggere e difficilmente distruttibile, è il materiale principale che compone tali cumuli e può restare nell’ambiente per centinaia di anni, frammentandosi poi in microplastiche e divenendo ancora più difficile da eliminare.

Quali sono le principali cause delle isole di rifiuti negli oceani?

Il problema dell’inquinamento marino è una delle principali emergenze ambientali a livello globale. Milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno si depositano in mare e compromettono la salute degli ecosistemi marini e dell’uomo.

La maggior parte dei rifiuti che troviamo negli oceani sono di plastica usa e getta e principalmente si tratta di rifiuti domestici o microplastiche derivanti dalla degradazione dei rifiuti più grandi.

Non solo, anche le attrezzature da pesca abbandonate, perse o dismesse sono particolarmente dannose ed entrano a far parte di questi enormi agglomerati nel bel mezzo del mare.

Infine, gli scarichi urbani e industriali contenenti metalli pesanti, come mercurio e piombo, sostanze radioattive e petrolio contribuiscono all’inquinamento degli oceani.

Anche l’agricoltura influisce in buona parte con fertilizzanti e pesticidi che finiscono nei corsi d’acqua e, successivamente, in mare.

Quali sono le principali isole di rifiuti?

Oltre al Great Pacific Garbage Patch, ci sono tante altre zone in cui i rifiuti si sono accumulati. Ecco quali sono:

  • North Atlantic Garbage Patch;
  • Indian Ocean Garbage Patch;
  • South Pacific Garbage Patch;
  • South Atlantic Garbage Patch.

Quali sono le conseguenze?

I danni che queste isole di rifiuti possono generare sono innumerevoli, partendo dall’impatto devastante sulla fauna e sugli ecosistemi marini. Le tartarughe, gli uccelli marini e i pesci ingeriscono pezzi di plastica pensando sia cibo e in questo modo muoiono soffocati o avvelenati, o peggio ancora patiscono la fame.

Inoltre, essendo ingeriti dai pesci che fanno parte della nostra alimentazione, le ritorsioni possono verificarsi, alla fine del ciclo, anche sulla salute umana.

Quali soluzioni per le isole di rifiuti negli oceani?

Diverse associazioni e organizzazioni internazionali stanno lavorando per ridurre ed eliminare i rifiuti dagli oceani utilizzando tecnologie innovative per raccogliere i detriti.

Ma la soluzione definitiva ha bisogno di un approccio globale che include:

  • riduzione dell’uso della plastica con la proposta di alternative sostenibili;
  • educazione e sensibilizzazione: responsabilizzare la popolazione sull’impatto che la plastica ha sull’ambiente;
  • migliore gestione dei rifiuti: evitare la dispersione dei rifiuti e adoperarsi nella raccolta differenziata.

Per affrontare questo grandissimo problema, è essenziale intervenire tempestivamente adottando tutte le soluzioni del caso e partendo dalle cause sopraelencate.

La riduzione dell’uso della plastica, una gestione più responsabile e cosciente dei rifiuti e l’adozione di pratiche sostenibili nell’industria e nell’agricoltura possono davvero essere i tasselli fondamentali per ripristinare un ambiente sano e protetto per le creature marine e per l’uomo.

In questo contesto, Aqua De Mâ si distingue per il suo approccio innovativo. La nostra tecnica di allevamento in mare aperto ci ha permesso di sviluppare competenze uniche nella gestione sostenibile di un impianto di maricoltura off-shore.

Grazie a questa esperienza, non solo riduciamo l’impatto ambientale delle attività ittiche, ma contribuiamo anche alla tutela degli ecosistemi marini, promuovendo un modello che può davvero fare la differenza nella salvaguardia dei nostri oceani.