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Inquinamento marino: cosa possiamo fare per ridurlo?

Cosa possiamo fare per ridurre l'inquinamento marino?

Il mare e gli oceani ricoprono oltre il 70% della superficie terrestre, sono fonte di vita (dato che ospitano circa l’80% delle specie viventi), regolano il clima, la produzione di ossigeno e l’assorbimento di anidride carbonica. L’inquinamento marino è perciò un problema che riguarda tutti noi.

I cambiamenti climatici sempre più allarmanti negli ultimi tempi evidenziano che occorre agire subito per salvaguardare il nostro Pianeta e, visto che l’inquinamento delle acque è causato principalmente dalle attività umane, ciascuno nel suo piccolo può mettere in pratica delle semplici azioni.

Prima di suggerire cosa possiamo fare per ridurre l’inquinamento marino, diamo qualche dato sul fenomeno.

Inquinamento marino: dati

Ogni anno si stima che finiscano nelle acque marine dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di plastica. Nel nostro mar Mediterraneo se ne stimano ogni anno 229 mila tonnellate; il Tirreno detiene un triste primato: contiene la più alta concentrazione di microplastiche mai misurata nelle profondità di un ambiente marino, le quali purtroppo vengono ingerite dalle specie marine causando gravi danni, fino a risalire la catena alimentare e arrivando nei nostri piatti.

Le 6 milioni di tonnellate di spazzatura che finiscono annualmente negli oceani uccidono 100 mila tartarughe marine e altri organismi, un dato davvero preoccupante. Non solo sono i nostri rifiuti ad inquinare il mare e gli oceani, ma anche le reti dei pescatori nelle quali rimangono imprigionati balene, delfini e altri mammiferi marini che soffocano tra feroci sofferenze.

Per noi di Aqua De Mâ la sostenibilità e il rispetto del mare fanno parte della nostra filosofia. Gestiamo i nostri impianti in mare aperto a circa 1 miglio dalla costa, in Liguria e in Sardegna; essi rappresentano un’eccellenza assoluta, un esempio di come allevare orate e branzini di gusto e qualità straordinarie nel rispetto dell’ambiente, coniugando le necessità della produzione con la salvaguardia del mare. Dove si trovano i nostri allevamenti l’acqua è pura e incontaminata e i fondali perfettamente integri. L’elevata compatibilità ambientale dei nostri impianti è riconosciuta da numerosi enti come ecologicamente sostenibile e garante della piena sicurezza alimentare del prodotto.

Cosa possiamo fare per ridurre l’inquinamento marino? Consigli pratici

La prima regola per combattere l’inquinamento delle acque è informarsi per diventare dei consumatori consapevoli del proprio impatto ambientale. Per tutelare la salute dei nostri mari e della flora e fauna marina che li abitano è importante sapere dunque cosa possiamo fare per ridurre l’inquinamento marino. Ecco alcune scelte da mettere in pratica per contrastarlo.

Parola d’ordine “riciclare”

I rifiuti non riciclati prima o poi finiscono in mare. Innanzitutto, occorre effettuare una corretta raccolta differenziata ed utilizzare sacchetti di plastica realmente biodegradabili. Scegliere alimenti con pochi imballaggi e separare i vari materiali seguendo le disposizioni previste dal proprio Comune. La plastica è un materiale particolarmente difficile da smaltire naturalmente e per questo quando si parla di inquinamento non si può non fare riferimento alla plastica che c’è nel mare e sulla terraferma: ci vogliono 450 anni affinché una bottiglia di plastica si degradi.

Inoltre, non gettate mai nel lavandino l’olio esausto: l’olio di frittura usato gettato negli scarichi finisce in mare causando danni all’ecosistema marino. Bisogna buttarlo negli appositi conteniri per la raccolta.

Pulire le spiagge

Quante volte ci capita di vedere sulla sabbia dei mozziconi di sigaretta? Troppe purtroppo. Questo è un materiale altamente inquinate, pericoloso per le specie ittiche. Il vento e le correnti portano in mare una grande quantità di rifiuti. Tenere pulite le spiagge è quello che possiamo fare per ridurre l’inquinamento marino. Non abbandoniamo creme solari e rifiuti sui litorali e se vediamo bottiglie di plastica o altra spazzatura raccogliamola! È possibile, ad esempio, partecipare alle raccolte di gruppo nelle spiagge.

Ridurre le emissioni di anidride carbonica

Le acque dei mari assorbono circa il 25% delle emissioni di CO2. Questa nuoce alle specie marine, alla flora e modifica la qualità dell’acqua. Per questo è necessario per combattere l’inquinamento scegliere trasporti green come i mezzi pubblici o la bicicletta al posto delle auto a benzina o diesel.

Limitare gli utensili monouso

È importante limitare l’uso e l’acquisto di involucri ed oggetti in plastica usa e getta come piatti, bicchieri e cannucce. Preferire i prodotti alla spina, i materiali naturali e riutilizzabili, come carta, bambù, vetro e cotone. Molti paesi stanno ormai abolendo l’uso di contenitori in plastica monouso. Così facendo si salvano tanti organismi marini che muoiono ingerendo proprio questo genere di rifiuti.

Compiere scelte alimentari consapevoli

Verificate se il pesce che volete acquistare è di stagione e se è stato allevato in maniera sostenibile, come quelli di Aqua.

La pesca intensiva causa un grave impoverimento della fauna marina, provocando l’estinzione di numerose specie. Inoltre, mangiare pesce di stagione e locale contribuisce a preservare l’equilibrio marino e a risparmiare sul portafogli.

Aderire ad organizzazioni per la difesa del mare

L’ultimo consiglio utile e quello di sensibilizzare quante più persone possibili sul tema per cercare di evitare il fenomeno. Esistono diversi enti e organizzazioni a cui aderire per difendere l’ambiente e la salute dei nostri mari. È stata anche indetta una data riconosciuta dalle Nazioni Unite, l’8 giugno, come Giornata mondiale degli oceani per ricordarci il ruolo cruciale che svolgono.