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Come sono i denti dell’orata?

Caratteristiche denti dell'orata

L’orata è un pesce appartenente alla famiglia degli Sparidi, che vive nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, sia nei fondali sabbiosi che rocciosi. È risaputo che la sua dentatura sia robusta e con le sue mascelle formidabili divora crostacei, molluschi e altri pesci. Ma come sono i denti dell’orata?

Vediamo le caratteristiche di questo pesce superbo.

La dentatura dell’orata

L’orata ha un corpo ovale, alto, un capo convesso, gli occhi piccoli e la mascella superiore leggermente più lunga della mandibola. La bocca è bassa e le labbra sono spesse ed evidenti, dal taglio dritto.

La dentatura è particolarmente robusta: i denti caniniformi sono ben visibili e sono presenti in numero da 4 a 6 sulla parte anteriore di ciascuna mascella. Dietro di questi, ci sono altri 3-5 molariformi superiori e 3-4 inferiori. I denti dell’orata le permettono di nutrirsi di molluschi e gasteropodi dei quali riesce a rompere senza fatica il guscio, come granchi, paguri, cozze, vongole, cannolicchi. Grazie a questa resistente dentatura può variare tantissimo la sua alimentazione. Infatti, non si nutre solo di molluschi e crostacei, ma anche di altri pesci o cefalopodi di modeste dimensioni, quali sardine e moscardini.

L’orata è una specie eurialina, capace di tollerare le variazioni di salinità; infatti, nuota sia sui fondali sabbiosi, su praterie di Posidonia, nelle acque salmastre, ma anche in prossimità dei porti e sui fondali rocciosi. Non ama le profondità abissali.

Viene allevata specialmente in acque marine e salmastre in apposite vasche e in mare aperto, come avviene negli impianti di Aqua De Mâ. È uno dei pesci maggiormente apprezzati per le sue carni sode, delicate e per il suo sapore; inoltre, ha pochissime lische.

Altre curiosità

Dopo aver parlato dei denti dell’orata, soffermiamoci su altre curiosità, a partire dal nome.

Il nome scientifico è Sparus aurata, ovvero di “colore oro”, per la presenza molto evidente della fascia dorata tra gli occhi, che ricorda una corona regale. Per questa sua caratteristica macchia d’oro, che scompare dopo la sua morte, era considerata un regalo di Nettuno, dio del mare, a Diana, dea della caccia.

I fianchi sono argentei con strisce brune e giallastre. Ha anche una macchia rossastra in prossimità dell’opercolo.

Un’altra curiosità di questo pesce è che si tratta di una specie ermafrodita: nasce maschio e dopo due anni subisce una trasformazione e si tramuta in femmina.

Per quanto riguarda le dimensioni, l’orata non supera i 70 centimetri di lunghezza e il suo peso dipende dal suo sesso. Il momento della trasformazione da maschio a femmina coincide con un aumento delle dimensioni. Può raggiungere un peso anche di 10 kg circa e vivere fino a 20 anni.

Si riproduce tra ottobre e dicembre e ogni femmina può deporre fino a 200.000 uova per ogni suo chilogrammo di peso. Le uova restano a galla e si schiudono dopo 3 giorni, ma non tutte sopravvivono perché sono preda di altri pesci.

Il periodo migliore per la pesca all’orata va dalla primavera all’autunno inoltrato, specialmente di notte e nei momenti di marea montante.